Due ragazzi ebrei fuggono attraverso la Francia occupata dai nazisti; Joseph, il più piccolo dei due, è anche il protagonista-narratore, che quarant’anni dopo, ci restituisce la sua “odissea” con un’arguzia e una vivacità che non fanno velo alla tragicità delle vicende: l’avventura dei due ragazzi e i cupi bagliori della persecuzione razziale concorrono a darsi un reciproco singolare risalto. I fuggitivi lottano per la sopravvivenza con l’animo integro degli adolescenti iniziati a una saggezza e a un’astuzia precoci.

Età di lettura: dai 10 anni.

Figlio di parrucchieri, Joseph Joffo nasce a Parigi nel 1931 e trascorre la sua infanzia nel XVIII arrondissement di Parigi in un quartiere popolare, passando il tempo a giocare e fare monellerie, invece di studiare. Quando scoppia la seconda guerra mondiale e Parigi viene occupata dai tedeschi, Joseph si trova a vivere la difficile esperienza dei bambini dell’Olocausto. I membri della famiglia Joffo decidono di disperdersi per sfuggire alla cattura e alla deportazione e Joseph, insieme al fratello Maurice, si dirige verso il Sud della Francia, allora occupato dagli italiani. Il viaggio è pieno di avventure e di pericoli superati con fantasia e coraggio. Dopo la guerra, la famiglia Joffo si ritrova tranne il padre, catturato e ucciso in un campo di sterminio. Per un po’ Joseph si dedica all’attività di parrucchiere ma ad un certo punto, a causa di un incidente sportivo che lo immobilizza per alcune settimane, decide di mettere per iscritto i ricordi che lo tormentano. Nasce così il suo primo, e più noto, romanzo Un sacchetto di biglie.

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Client:Joseph Joffo