Sulle sponde di un fiume, vivevano due contadini. Uno abitava sulla riva sinistra, l’altro sulla riva destra.
Il sole sorgeva al mattino su una riva e tramontava la sera sulla riva opposta. I contadini erano invidiosi uno dell’altro. Quando lavoravano i campi o spaccavano la legna si arrabbiavano l’uno con l’altro perché da una parte c’era il sole e dall’altra l’ombra, e così facevano anche le mogli. I figli dei due contadini stavano invece seduti su un sasso uno di qua e uno di là dalle sponde e si annoiavano molto ed erano molto tristi.
Un giorno quando i bambini scesero al fiume scoprirono che per la siccità l’acqua si era abbassata e spuntavano tante grandi pietre. Adesso potevano saltare da una pietra all’altra, e così si incontrarono nel mezzo del fiume, si sorrisero e cominciarono a raccontarsi le storie di quello che accadeva sulle rive diverse. La sera quando tornavano a casa erano allegri e raccontavano ai genitori quello che succedeva dall’altra parte del fiume.

In questo racconto le cose vanno al contrario; solitamente sono i genitori a dare il buon esempio ai figli, qui invece accade l’opposto. Ogni persona è preziosa e spesso l’innocenza e la spontaneità del bambino possono aiutare certe posizioni di chiusura dell’adulto. Il ponte è un simbolo di pacificazione e dialogo tra popoli diversi.

Età di lettura: dai 4 anni.

Max Bolliger è nato nel 1929 in Svizzera, ha condotto studi di Psicologia e di Pedagogia applicata ai bambini handicappati. Attualmente è docente di Pedagogia all’Università di Zurigo, dove, nel 1994, gli è stata conferita la laurea honoris causa in Letteratura Giovanile. Nel 1966 ha ricevuto il “Premio tedesco per la letteratura giovanile”, nel 1973 il “Premio svizzero”, nel 1974 è stato premiato dalla fondazione Conrad-Ferdinand-Meyer, e ha inoltre vinto il Premio “Matita d’argento” in Olanda.

Štěpán Zavřel è nato nel 1932 a Praga dove ha frequentato la Facoltà delle Arti Cinematografiche, specializzandosi nei film d’animazione. Nel 1959, con una fuga rocambolesca, lascia il suo paese e arriva in Italia al campo profughi di Trieste. A fine anno si iscrive alla Facoltà di Pittura dell’Accademia di Belle Arti di Roma. Nel 1963 si stabilisce a Monaco dove, alla Kunst Akademie, approfondisce i suoi studi sulla scenografia e il costume teatrale.
Dal 1965 al 1968 dirige a Londra la sezione del film animato dello Studio Richard Williams. Si stabilisce, infine, a Rugolo di Sàrmede, dove continua la sua attività di pittore e di illustratore di libri per bambini.
Nel 1971 fonda con Otakar Bozejovsky la casa editrice Bohem Press.

 

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Client:Max Bolliger, Stepán Zavrel