La scuola!

Pochi giorni, ore, attimi, il tempo di un respiro che infonda coraggio, che dia un po’ di forza in più. La mano stretta nella tua e un passo dopo l’altro l’ingresso a scuola, la scuola dei grandi. Tu le chiamavi “le elementari”, oggi si dice “primarie”, per me è ansia, eccitazione, curiosità e paura mescolate, capovolte, strizzate e stese ad aspettare… La cartella profuma di nuovo, nell’astuccio le matite e i pennarelli sono tutti interi, ai quaderni non ho ancora fatto un’orecchietta. La strada che mi allontana da casa è lunga, non arriviamo più… e all’improvviso ci siamo già, non sono pronto, è troppo presto! E se mi chiedono qualcosa? E se ho dimenticato il libro? E se non ce la faccio?

Pochi passi e in un istante torno indietro di trent’anni. La scuola sembra più piccola, il cortile della ricreazione non è più quel grande parco in cui correvamo, saltavamo la corda e facevamo la ruota. La tua piccola mano nella mia suda e stringe forte forte. Tu, così piccolo fino a ieri, cammini coraggioso al mio fianco verso il tuo primo giorno di scuola. La strada è così breve che vorrei aver messo la sveglia un’ora prima per poterti abbracciare, dirti quello che mi sfreccia nella mente, infonderti tutta la mia sicurezza, la fiducia in te e nella scuola che ho scelto per te.

Mamma ho paura, dimmi una cosa qualsiasi che mi faccia stare meglio!

Amore mio, ti dirò un segreto: oggi è il primo giorno per tutti e le persone che vedi intorno a te, gli altri bambini, i loro genitori e perfino le maestre, sentono quelle strane ranocchie nella pancia che saltellano. La cosa più saggia che puoi fare è aiutare gli altri con un sorriso, io ti dono il mio, tutto il resto verrà da sé!

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